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29 aprile 2016 5 29 /04 /aprile /2016 12:55

 

 

 

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Per informazioni cliccare sul testo

 

 

 SEDUTE INDIVIDUALI  

 

 

PSICOGENEALOGIA & COSTELLAZIONI

PSICOGENEALOGICHE a Torino 

 

 

FORMAZIONE ANNUALE DI FACILITATORE IN PSICOGENEALOGIA JUNGHIANA E COSTELLAZIONI PSICOGENEALOGICHE  A TORINO 2016/2017

 

SCUOLA TRIENNALE DI OPERATORE OLISTICO

IN PSICOGENEALOGIA JUNGHIANA E COSTELLAZIONI PSICOGENEALOGICHE  A TORINO 2016/2017

 

 

2a edizione

 

 

WORKSHOP - SEMINARI ESPERIENZIALI  

(per informazioni cliccare sul testo)

 

WORKSHOP GEMELLO SCOMPARSO 8/10/2016 c/o Durga

 

BLASONE FAMILIARE TORINO 10/12/2016 c/o Durga

 

PROGETTO SENSO TORINO 14/01/2017 c/o Durga

 

                                                             Maura1134 copia

 

MAURA SAITA RAVIZZA 

 

Maura Saita Ravizza è Psichothérapeute certificata presso l’Institut Européen de Psychologie Appliquée di Saint Laurent du Var (Nizza-Francia).

 

Formazione in Psicogenealogia a Nizza presso Cathy Damiano, allieva di Anne Ancelin Schützenberger. 

 

Costellazioni familiari con Farida Bennet, Bert Ulsamer e Ursula Franke.

 

Psico-analista clinica, certificata Iepa, Francia, ha seguito il corso intensivo di conunseling strategico in azione, presso lo Strategic  Therapy Center di Giorgio Nardone.

 

Autrice del libro Jung, Psicogenealogia e Costellazioni familiari edito da Golem Edizioni, Torino alla sua 2° edizione. 

Uscito nel dicembre 2015  Psicogenealogia e segreti di famiglia. Progetto Senso e Resilienza edito da Mursia, Milano

 

E’ Trainer e formatore olistico SIAF, creatrice e responsabile didattica della Scuola per Operatore in Psicogenealogia Junghiana e Costellazioni Psicogenealogiche di Durga.

 

Per informazioni

mail: maura.saita@libero.it 

Cellulare: 3409345394

 

           

 

HOMEPAGE - Psicogenealogia e Costellazioni Psicogenealogiche®

Psicogenealogia e Segreti di famiglia, mursia editore, Milano, dicembre 2015

Maura Saita Ravizza maura saita
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8 aprile 2016 5 08 /04 /aprile /2016 17:11
COSTELLAZIONI PSICOGENEALOGICHE® in seduta individuale (2a parte)

Psicogenealogia junghiana®

Il lavoro di psicogenealogia comincia disegnando, nell’albero psicogenealogico, se stessi, i propri fratelli, i genitori, gli zii, i nonni, i bisnonni e tutti i membri della famiglia di cui si conosce la storia.

Per ognuna delle persone della famiglia, rappresentate da un tondo se donne e da un quadrato se uomini, si scrivono i nomi, i lughi di nascita e di residenza (emigrazioni), le date significative (nascita, matrimonio, separazioni, fallimenti, morte, ecc.) e un riassunto degli eventi importanti accaduti a ciascuno di loro. Inoltre si scrivono i tratti del carattere che sono stati constatati o tramandati nella famiglia, gli eventi traumatici vissuti, i legami di affetto particolare o di conflitto con gli altri membri della famiglia.

Altra cosa fondamentale che viene segnata sono le ripetizioni di scenari di vita che legano più generazioni: matrimoni infelici, fallimenti, bambini il cui destino è di non nascere, tutte le similitudini che scopriamo esistere che legano le storie degli antenati a quelle dei loro discendenti

 

Si espone così, in forma grafica, il romanzo della famiglia: tutte le famiglie hanno una storia appassionante che può essere raccontata quando si capiscono i nessi, le relazioni, il contesto storico, sociale, affettivo, dove i fatti sono accaduti.

Quando sono stati scritti tutti gli elementi conosciuti della storia familiare si possono emettere delle ipotesi su quello che si stà ripetendo che condiziona ancora la vita dei discendenti. A questo punto, quando si profilano delle ipotesi possibili su cosa è accaduto nel passato che non è stato risolto (lutti e traumi non elaborati, esclusioni, ingiustizie fatte, ecc.) si propone la costellazione psicogenealogica in seduta individuale.

 

 

COSTELLAZIONI PSICOGENEALOGICHE® in seduta individuale (2a parte)

Costellazione psicogenealogica in sessione individuale

Le persone scrivono, su dei fogli colorati, il nome di ciascun membro della famiglia che si vuole mettere in costellazione. Poi dispongono i fogli nella superfice scelta per delimitare lo spazio sistemico familiare, nel modo più inconsapevole possibile. Ovvero cercando di mettersi in contatto con la parte inconscia o analogica.

I fogli, rappresentanti i membri della famiglia, posizionati dove la persona “sentirà” essere giusto che vengano posti, produrranno una “costellazione”: la configurazione risultante potrà mostrare gli esclusi e i destini sovrapposti, la distanza o la vicinanza tra le persone dalla famiglia, ed, eventualmente, avvalorare o smentire le ipotesi fatte nel lavoro di psicogenealogia.

 

Inoltre, una volta letta e analizzata con la persona la configuarzione familiare, si fanno degli atti simbolici per “mettere al loro giusto posto” tutti i membri della famiglia. Rintegrare simbolicamente gli esclusi, mettere i genitori al loro posto di ascendenti e i figli nel loro ordine di nascita, rendere il destino di cui ci si è preso il carico, sono i principali atti simbolici che vengono fatti durante la costellazioni, sia in seduta individuale che di gruppo.

La costellazione psicogenealogica in seduta individuale permette inoltre alla persona di posizionarsi sul foglio di un altro membro della famiglia per poter “sentire” cosa poteva provare l’antenato in quella data posizione rispetto al resto del sistema familiare.

 

Naturalmente questo presuppone l’esistenza di una conoscenza inconscia, di un legame con gli antenati che possiamo chiamare inconscio collettivo di Jung o campo morfico come è stato proposto, in tempi più recenti, dalla scienzato Rupert Scheldrake.

Maura Saita Ravizza

Torino, via Gropello

3409345394

maura.saita@libero.it

 


 

COSTELLAZIONI PSICOGENEALOGICHE® in seduta individuale (2a parte)

Tag: psicogenealogia, costellazioni familiari, jung, anne ancelin, bert hellinger, antenati, genealogia,

Maura Saita Ravizza maura saita
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2 aprile 2016 6 02 /04 /aprile /2016 18:17
COSTELLAZIONI PSICOGENEALOGICHE® in seduta individuale (1a parte)

Psicogenealogia e Costellazioni psicogenealogiche

In psicogenealogia, il lavoro con il genogramma - albero genealogico commentato con date e storie di almeno tre generazioni (la persona, i genitori e i nonni) - ci permette di scrivere e raccontare la storia della famiglia, vedere le incongruenze che possono nascondere un segreto, le date o i nomi ricorrenti che mostrano le ripetizioni nella storia familiare, spesso indici della presenza di lutti non elaborati, di bambini di sostituzione, di traumi non raccontati, ecc. Tutti questi elementi, emergendo dalla rappresentazione grafica dell’albero psicogenealogico (genogramma), consentono di formulare delle ipotesi su cosa possa essere accaduto, quale fatto indicibile diventato poi innominabile, può avere reso prigionieri i discendenti.

 

Le neuroscienze ci spiegano che la parte anteriore del cervello è divisa in un emisfero sinistro, sede del pensiero digitale, analitico, logico e un emisfero destro che gestisce il pensiero intuitivo, analogico, emozionale: come dimostrano le pratiche zen, quando i due emisferi lavorano insieme si produce evoluzione, crescita, miglioramento.

Dunque, dopo aver analizzato la storia genealogica, operazione di tipo logico-razionale, e avere scoperto da dove proviene il trauma non elaborato, il compito non concluso, il lutto non risolto, che condiziona i discendenti, è necessario compiere degli atti emblematici che ci permettono di comunicare con l'inconscio attraverso simboli, metafore, analogie, specializzazione della parte creativa, emotiva e intuitiva del nostro cervello.

 

Le costellazioni familiari sono un ottimo strumento per lavorare con l'enorme riserva di possibilità e creatività che scaturisce dall'inconscio collettivo e familiare: la "messa in scena" delle dinamiche familiari favorisce l'emergenza di emozioni, di ricordi e di esperienze vissute dai nostri antenati.

Gli straordinari fenomeni che si evidenziano durante le sedute di costellazioni familiari

- persone che interpretano il ruolo di un personaggio che non conoscono e lo recitano perfettamente come se fossero a conoscenza di un copione segreto - possono essere compresi oltre che vissuti.

 

Le Costellazioni familiari sono costituite da una "messa in scena", riprodotta da "rappresentanti", che in modo intuitivo ricreano le inter-dipendenze esistenti tra i componenti di una famiglia o di un gruppo, permettendo in tal modo di evidenziare le  dinamiche inconsce che, nel suo modello, produrrebbero sofferenza in molti aspetti della vita (relazioni affettive, relazioni professionali, rapporto con il denaro e con la salute)F.BENET, Liens Familiaux, fardeau ou flambeau? 

COSTELLAZIONI PSICOGENEALOGICHE® in seduta individuale (1a parte)

Ho verificato che spesso le problematiche trasmesse provengono dalle generazioni di nonni e bisnonni: mettere in scena la famiglia con i primi protagonisti delle difficoltà che si riproducono nel presente, in modo da poter comprendere e vivere emozionalmente ciò che è accaduto nel passato, permette di formulare delle ulteriori ipotesi su quello che l’inconscio familiare ci segnala per poi elaborare degli atti simbolici che possano aiutare la persona, e con lei tutta la famiglia, a elaborare il problema.

Considero che gli atti simbolici debbano essere dei riti riparatori ma alla portata di tutti, una sorta di “compiti a casa” utili anche ad abituare la persona a lavorare da sola con i propri ritmi. Penso che l'accompagnamento, come l'educazione dei figli, debba avere come obiettivo l'autonomia.

Inoltre gli atti simbolici possono essere diversi e dettati dalla creatività degli individui: scrivere una lettera a un’antenata esclusa, fare delle ricerche genealogiche e storiche per scoprire traumi e segreti, disegnare dei mandala per ricordare e onorare un avo, creare un romanzo sulla storia familiare, ecc.

 

 

Maura Saita Ravizza

Torino, via Gropello

3409345394

maura.saita@libero.it

 


 

COSTELLAZIONI PSICOGENEALOGICHE® in seduta individuale (1a parte)

Jung, Psicogenealogia e Costellazioni familiari, prima edizione 2011, seconda 2013

Maura Saita Ravizza maura saita
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24 marzo 2016 4 24 /03 /marzo /2016 11:30
TRAUMI STORICI

"Quelli che non si ricordano del passato sono condannati a riviverlo." March Bloch

Per traumi storici intendo eventi drammatici che hanno coinvolto migliaia di persone e che hanno avuto un impatto traumatico sul singolo individuo.

Ci interessano in psicogenealogia perché, in alcuni casi, ci aiutano a meglio comprendere che cosa nel passato degli antenati non si è elaborato, risolto, concluso, che ancora si ripete, per trasmissione transgenerazionale, nella vita dei discendenti.

 

La prima guerra mondiale ne è un esempio eclatante: milioni di italiani coinvolti in una guerra assurda nella quale venivano usate strategie obsolete mentre i soldati erano obbligati ad avanzare sotto il fuoco di armi ben più micidiali delle precedenti guerre.

Mitragliatrici, granate, artiglieria pesante, uccidevano centinaia di combattenti alla volta obbligati ad uscire dalle trincee da ordini inumani, in campo aperto, senza potersi difendere.

Nelle trincee si trovavano, nei momenti in cui i soldati dovevano avanzare verso una morte quasi certa, i Carabinieri con i fucili spianati con l’ordine di sparare alla minima resistenza agli ordini.

 

“Tutte le volte che c’era un attacco arrivavano i Carabinieri. Entravano nelle nostre trincee, i loro ufficiali li facevano mettere in fila dietro di noi e noi sapevamo che, quando sarebbe stata l’ora, avrebbero sparato addosso a chiunque si fosse attardato nei camminamenti invece che andare all’assalto”[1]

 

Secondo Aldo Cazzullo su nessun fronte furono condotti assalti sconsiderati come quelli voluti dai nostri generali sul Carso e sulle alpi Trentine. Zone brulle, montagne da scalare senza protezione, territori granitici che, quando venivano colpiti dall’artiglieria, esplodevano in schegge appuntite che potevano colpire e mutilare anche a chilometri di distanza. Nessuna strategia militare adatta a una guerra che aveva a disposizione un armamento di una efficacia mortale, mai sperimentato prima. I soldati erano costretti ad avanzare sui cadaveri dei loro commilitoni, amici, considerati come fratelli.

 

La guerra è grande per la sua smisurata capacità di annientamento per le sue dimensioni industriali, per il carattere seriale della sua produzione di morte. (…) morte di massa che (i soldati) colgono come il nuovo prodotto della guerra totale (…) È prima di tutto l'esperienza vissuta degli assalti e dei bombardamenti dove la carne umana viene dilaniata e macellata si confonde con la materialità senza vita delle cose si frantuma e si disperde in brandelli e frammenti senza identità. (…) questa guerra smisurata tragica e oscena degli assalti forsennati dove ogni cosa perde il suo volto riconoscibile e umano. (…) la visione della morte seriale di massa esorbitante, ridondante: i cumuli di cadaveri, la contaminazione, la promiscuità coi corpi in decomposizione. [2]

 

L’orrore di questa guerra spesso non è stata raccontata dai reduci che si sentivano sovente colpevoli per essere sopravvissuti e che non potevano parlare della loro disperazione alle famiglie in festa per la fine della guerra.

Il silenzio di questi uomini ne ha fatto dei padri assenti, li ha spesso spinti a trovare sollievo nell’alcool, nella violenza facendo del trauma vissuto “un cancro nell’anima” come dice Boris Cyrulnik, che, non riuscendo a essere condiviso, ha avuto ripercussioni su tutta la vita familiare.

 

Il dramma di chi ha vissuto lo strazio di una guerra atroce, disumana, dove i soldati non erano altro che pedine di un gioco che alcuni generali sacrificavano con la massima indifferenza.

“… i reparti che diventavano il prezzo da pagare per il terreno conquistato: un ettaro diecimila morti.(…) i feriti, i mutilati, gli esseri restati senza volto, i fanti resi folli da quello che avevano visto e patito…”[3]

 

E la tragedia vissuta dalle le famiglie dei soldati che non avevano la possibilità di vedere la salma del defunto che, se non identificato chiaramente, come accadeva nei numerosi assalti in campo aperto, veniva definito “disperso”, lasciando uno spazio alla speranza che spesso non permetteva l’elaborazione del lutto. Lutti che, per questa ragione, potevano durare per tutta la vita senza mai concedere al dolore per la perdita di trasformarsi. Quindi madri, mogli, sorelle, fratelli, figli, persone che sono state considerate anaffettive perché sovrastate dal dolore, incapaci di ricollegarsi con i propri sentimenti.

 

Per questo comprendere i fatti storici e la loro portata nelle storie individuali è importante in psicogenealogia : ci aiuta a fare chiarezza su parte della storia familiare diventata incomprensibile, nebulosa, inafferrabile.

Anche lo studio delle emigrazioni del secolo scorso verso paesi lontani può essere di aiuto a comprendere le sofferenze dei nostri avi: le persone partivano lasciando dietro di sé la famiglia di provenienza, i genitori, i nonni, senza la speranza di ritornare per poter vedere morire i propri vecchi. Con il senso di colpa di lasciare la propria famiglia e lo spaesamento e il conflitto di chi abbandona le proprie origini.

 

Le crisi economiche, come quella del ’29, che ha creato nuova povertà in un paese già poverissimo come l’Italia, crisi di famiglie e individui, i nostri nonni e bisnonni, che si vedono confrontati alla miseria, alla fame, alla disperazione. E alla vergogna, ancora presente in alcune storie di famiglia per cui la povertà diventa un segreto inconfessabile e la tubercolosi, nata dalla povertà, dal malnutrimento, dalle condizioni misere, una malattia che si nasconde a tutti i costi.

 

Naturalmente anche la Seconda Guerra mondiale è stato un trauma storico di una portata molto vasta: le leggi razziali hanno fatto vittime innocenti e diviso le famiglie, i bombardamenti nelle grandi città le hanno decimate, la miseria del razionamento ha fatto nascere il mercato nero in cui pochi si sono arricchiti sulla fame di molti. Con i conseguenti sensi di colpa transgenerazionali. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione (Esodo 20:5)

 

L'uomo "civilizzato" del secolo scorso ha compiuto atti per i quali i suoi discendenti provano raccapriccio, orrore, vergogna.

La vergogna delle ingiustizie del secolo scorso ci abita come una ferita impersonale collettiva inflitta alla figura dell'uomo, ferita partorita dal XX secolo che non assomiglia a nulla di quello che l'uomo sapeva di sé stesso fino a quel momento.[4]

 

La psicogenealogia, permettendo un’analisi transgenerazionale dei traumi vissuti dagli antenati, consente di fare atti simbolici per andare “oltre” i fardelli che ci sono stati trasmessi.

Le colpe dei padri ricadono sui figli fino alla terza generazione, dice la Bibbia, e gli studi effettuati negli Usa sui traumi hanno messo in evidenza che il materiale genetico si modifica a causa del trauma e che questa modificazione si trasmette fino alla terza generazione.[5]

 

Un laboratorio specifico sui traumi storici sarà proposto all'interno della formazione di Psicogenealogia junghiana e Costellazioni psicogenealogiche a Torino presso Durga.

 

Maura Saita Ravizza

maura.saita@libero.it

3409345394

Programmi http://psicogenealogia-costellazioni.it/article-homepage-psicogenealogia-e-costellazioni-psicogenealogiche-124629927.html


[1] A.Cazzullo, La guerra dei nostri nonni, Mondadori, 2015, p.31

[2] Antonio Gibelli, La guerra grande. Storia di gente comune, Laterza 2014, pgg 46/47

[3] idem, p. 8

[4] M. Saita Ravizza, Psicogenealogia e segreti di famiglia. Progetto senso e resilienza, Mursia, 2015, p.33

Maura Saita Ravizza maura saita
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7 marzo 2016 1 07 /03 /marzo /2016 15:57
PSICOGENEALOGIA e INTERPRETAZIONE DEI SOGNI (4)

Salvador Dali

 L'INTERPRETAZIONE

 

L'interpretazione è la risposta alle domande: - Qual'è il messaggio centrale, il più importante che il sogno vuole comunicarmi? Cosa sta cercando di dirmi l'inconscio? Cosa mi consiglia? Quale posto devo dare a questo messaggio nella mia vita quotidiana?

Qual'è l'informazione più importante per me nel messaggio inviatomi tramite il sogno?

Non si può veramente interpretare un sogno se non si è ben lavorato nelle due fasi precedenti (libere associazioni e comprensione delle dinamiche interne).

 

Talvolta ci si può trovare davanti a più interpretazioni possibili: come per le libere associazioni bisogna cercare di "sentire" quella che è la più pertinente per potere fare una scelta.

Un altro modo è cercare, come nei romanzi polizieschi, un piccolo indizio che può portare alla soluzione.

In ogni sogno possiamo trovare un piccolo dettaglio apparentemente insignificante, una infima traccia, che ci indica in modo evidente come dobbiamo interpretarlo; si parla di indizio-chiave ed è un procedimento molto utilizzato anche in letteratura.

Inoltre :

-scegliere sempre l'interpretazione che insegna qualche cosa di nuovo, l'inconscio cerca di dire qualche cosa che è attuale;

-evitare tutte le interpretazioni auto-compiacenti che lusingano l'ego - non è la funzione del sogno fare vedere la riuscita ma il conflitto e il modo per risolverlo

-per la stessa ragione non considerare valide le interpretazioni che negano la  responsabilità individuale dando la colpa a qualcun alto: evitare che i sensi di colpa  guidino l'interpretazione.

 

 I RITUALI

 

È la fase di "riparazione: agire coscientemente per onorare il messaggio che il sogno a veicolato. Se per esempio il sogno parlava del conflitto di lealtà dei vostri avi trovate il modo di tornare al loro paese di origine e fate degli atti simbolici che abbiano come fine onorare il loro ricordo.

 

Scegliete dei rituali fisici, discreti e ragionevoli come un viaggio, una passeggiata, un luogo particolare da visitare, una cerimonia significativa, ecc.

Il rituale deve essere la rappresentazione fisica del vostro cambiamento di attitudine interiore nel senso che il sogno vi ha mostrato. E ricordate che l'inconscio è una parte di voi stessi che vi protegge e vi difende e che dunque non vi domanda mai di fare qualche cosa che non siete in grado di fare o che vi farebbe del male.

    Maura Saita Ravizza psicoanalista clinica e psychothérapeute certificata dall’Institut Européen de Psychologie Appliquée di Saint Laurent du Var, autrice dei libri "Jung, Psicogenealogia e Costellazioni Familiari", 2011 seconda edizione 2013 e “Psicogenealogia e segreti di famiglia” (2015) Mursia editore, vive e lavora a Torino.

È Trainer Siaf, Società Italiana Armonizzatori Familiari, formatrice accreditata Ceprao, Coordinamento Europeo Professionisti nella Relazione di Aiuto e Olistici, Provider ECP/ECM, legge n°4/2013.

  

      Formata alla Psicogenealogia secondo il metodo di Anne Ancelin Schutzenberger, ma di formazione Junghiana, ha sviluppato la Psicogenealogia junghiana® che si interessa in particolar modo ai simboli e alle sincronicità come vie di cambiamento. Inoltre la conoscenza delle Costellazioni Familiari di Hellinger le ha permesso di fare una sintesi di questi due metodi, le Costellazioni Psicogenealogiche®, che,  all'analisi transgenerazionale come strumento di presa di coscienza e approfondimento della storia familiare, si aggiunge la messa in scena (costellazione in seduta individuale) della famiglia a partire dalla generazione in cui si è creato il problema, permettono di realizzare degli atti simbolici utili al superamento delle disfunzioni familiari, potenziando le caratteristiche di questi due efficaci metodi.

 PSICOGENEALOGIA JUNGHIANA® E LE COSTELLAZIONI PSICOGENEALOGICHE®

Per informazioni riguardanti sedute individuali, seminari e formazioni, di Psicogenealogia junghiana e Costellazioni psicogenealogiche:

maura.saita@libero.it

3409345394

Maura Saita Ravizza maura saita
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29 febbraio 2016 1 29 /02 /febbraio /2016 15:35
PSICOGENEALOGIA e INTERPRETAZIONE DEI SOGNI (3)

Van Gogh, Notte stellata, particolare

LE DINAMICHE DEL SOGNO

 

In questa fase dell'elaborazione si collegano i simboli del sogno a la dinamica particolare in atto nella nostra psiche, identificando le parti di noi stessi che sono rappresentate nel sogno.

Per dinamica interiore si intende "quello che cambia o si produce dentro di noi, un movimento emotivo come un attacco di collera, un conflitto interiore, un sentimento, un' attitudine, ecc."

Mettiamo che nel sogno sia apparso il colore rosso e nelle associazioni che sono state in seguito espresse sia la parola  vergogna che più sentiamo in rapporto con questo colore.

 

A questo punto dobbiamo domandarci a che cosa può essere associato il sentimento di vergogna, a cosa corrisponde, perché lo sogniamo in questo momento della nostra vita, ecc. Si tratta dunque di collegare il sogno al nostro mondo interiore, alla molteplici "faccette" che, come in un cristallo, compongono l'insieme della nostra personalità.

 

L'idea che sta alla base di questa tecnica interpretativa è che il soggetto del sogno è essenzialmente il processo di individuazione cioè la rappresentazione del nostro itinerario personale sulla via della completezza tra le varie parti che ci compongono. Si sognano le avventure, gli ostacoli, i conflitti, le riconciliazioni di questa battaglia che porta alla scoperta di quello che Jung ha chiamato "Se": l'unione armonica del conscio e dell'inconscio, la totalità dell' individuo che riguarda anche l' inconscio transgenerazionale.

 

I sogni sono in realtà dei ritratti di noi stessi, dei nostri processi interiori, una sorta di specchio particolare che ci rimanda l'immagine della nostra personalità interiore, dei nostri valori, dei nostri conflitti.

Jung ci dice che nel corso della vita il nostro processo di maturazione interiore esige che noi esaminiamo coscientemente ciò che il nostro inconscio esprime e contesta nei sogni. Abbiamo tutti delle personalità multiple che coesistono pacificamente e fanno la nostra ricchezza interiore, ma che possono diventare conflittuali e creare dei problemi più o meno gravi.

 

Una fonte di conflitti  transgenerazionali è, per esempio, il dovere di lealtà che ci lega alla nostra famiglia di origine, al nostro paese, alla nostra cultura. Quando le persone emigrano vivono questi conflitti spesso inconsci : a chi devo essere leale, alla mia famiglia di origine o a quella che mi sono costruito? Al paese dove sono nato o a quello che mi ha accolto? Alle tradizioni dei miei padri o alla cultura del luogo dove vivo?

Questi conflitti restano spesso irrisolti perché le persone non ne comprendono "coscientemente" il senso e vengono dunque trasmessi di generazione in generazione. Quindi si può sognare il colore rosso che significa per noi la vergogna perché viviamo ancora questo sentimento dei nostri ascendenti che non hanno potuto adempiere al loro dovere di lealtà.

PSICOGENEALOGIA e INTERPRETAZIONE DEI SOGNI (3)

Psicogenealogia: LINK

Maura Saita Ravizza

Torino

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maura.saita@libero.it

Maura Saita Ravizza maura saita
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22 febbraio 2016 1 22 /02 /febbraio /2016 15:21
PSICOGENEALOGIA e INTERPRETAZIONE DEI SOGNI (2)

Magritte

Seguito del blog precedente sui sogni: in psicogenealogia i sogni ci mostrano una "via" per comprendere i messaggi dell'inconscio che riguardano la storia dei nostri antenati.

L'ipotesi della psicogenealogia junghiana® è che il ricordo del passato dei nostri avi si trovi nell'inconscio collettivo e familiare. 

 

Interpretare i sogni significa, secondo Jung, sopratutto comprendere il liguaggio dei i simboli con cui l'inconscio ci parla e questo è possibile tramite le libere associazioni.

 

ASSOCIAZIONI

 

Per ciascuno dei simboli presenti nel sogno l'inconscio è pronto a fornire le associazioni, cioè le chiavi di lettura, necessarie a comprendere il significato del messaggio.

Il lavoro comincia verbalizzando in modo spontaneo le associazioni che le immagini del sogno (luoghi, persone, oggetti, ecc.) ci suggeriscono.

 

Quale sentimento quell'immagine ci ispira? Cosa mi viene alla mente spontaneamente davanti a questa parola?

L'associazione può essere qualsiasi parola ci venga allo spirito liberamente e senza censure di alcun tipo. Anche, e sopratutto, se ci sembra assurda, priva di senso, stupida.

Bisogna continuamente accertarsi che ciascuna associazione (generalmente 3 o 4 per simbolo) si riferisca all'immagine di partenza e non all'associazione che la precede, cioè che non si concatenino tra di loro.

 

Le associazioni possono essere in rapporto con espressioni popolari o familiari, trovarsi all'interno di qualche cosa che si è letto, ascoltato o visto ma possono anche non avere alcun nesso con qualche cosa di necessariamente spiegabile con una logica comune.

Bisogna poi scegliere l'associazione più pertinente quella che tra le altre può svelare il messaggio simbolico del sogno e per fare questo é necessario ascoltare il proprio io profondo per permettere che affiori quella giusta.

 

Il simbolo del sogno ha come funzione di farci reagire, di risvegliarci a qualche cosa ed è legato, secondo Jung, a sistemi di energia profondamente seppelliti nel nostro inconscio. Quando si stabilisce una connessione (associazione) molto vicina alla sorgente di energia è come quando un polo negativo e uno positivo di un filo elettrico vengono messi in contatto e producono delle scintille. È quello che gli anglofoni chiamano insight o illuminazione. I francesi parlano di "fare clic" nella testa e noi di una lampadina che si accende e illumina il buio della coscienza permettendoci di vedere quello che credevamo ignorare.

 

Un altro metodo per trovare le associazioni che ci interessano é  quello che viene chiamato "amplificazione archetipica" che consiste nel cercare delle informazioni sugli archetipi o simboli universali che appaiono nei sogni, nei miti, le favole e le antiche tradizioni. Ricordandosi sempre che comunque, come ha scritto Jung in L'uomo e i suoi simboli : "Nessun simbolo che appare in un sogno può essere considerato esterno allo spirito che lo sogna".

PSICOGENEALOGIA e INTERPRETAZIONE DEI SOGNI (2)

Psicogenealogia: LINK

Maura Saita Ravizza

Torino

3409345394

maura.saita@libero.it

Maura Saita Ravizza maura saita
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15 febbraio 2016 1 15 /02 /febbraio /2016 11:14
PSICOGENEALOGIA e INTERPRETAZIONE DEI SOGNI (1)

Roehrich, Rite of spring

Per Jung, come anche per Freud, il sogno è la "via reale" per comprendere i meccanismi operanti dell'inconscio. Come ho scritto nell'articolo sull'inconscio

(vedi: http://psicogenealogia-torino.over-blog.it/article-che-cosa-e-la-psicogenealogia-secondo-il-metodo-di-anne-ancelin-schutzenberger-51766230.html) uno dei modi di espressione dell'Io più profondo é il sogno.

 

Nel sogno l'inconscio esprime, attraverso un simbolismo che gli è proprio, dei messaggi che solo la persona che sogna può comprendere e che dipendono dalla sua storia personale e dalla  cultura di appartenenza. Il sogno svela le nostre parti più arcaiche quindi anche l'inconscio collettivo e familiare portatore delle memorie transgenerazionali. È dunque un prezioso strumento per chi lavora sui segreti familiari: noi non sappiamo (la nostra mente cosciente non sa) di avere dei ricordi antichi riguardanti la storia della nostra famiglia che qualche volta i sogni li svelano.

 

Jung considera che il sogno è una compensazione in rapporto una attitudine cosciente troppo rigida e costituisce spesso un invito ad allargare la nostra personalità accogliendo i contenuti inconsci per spingerci verso il cambiamento interiore - processo di trasformazione dell'Io che Jung ha chiamato individuazione - per uno sviluppo globale della persona.

 

Il lavoro di psicogenealogia che propongo si avvale, oltre che dell'utilizzazione del genosociogramma o albero psicogenealogico e delle costellazioni familiari, anche dell'interpretazione dei sogni junghiana. Spesso durante il percorso di ricerca transgenerazionale succede di trovarsi in un vicolo cieco: i dati raccolti sono insufficienti per capire cosa è veramente successo e per avere una presa di coscienza del rapporto tra la storia passata della famiglia e le difficoltà che ci angustiano nel presente. In questi casi l'inconscio può inviarci dei sogni che attraverso la loro simbologia possono aiutarci a trovare delle nuove vie di comprensione.

 

Diceva Jung:

"Io spesso non so rispondere alle domande del paziente - Cosa mi consigliate? Cosa devo fare? Io non ne so più di lui. Io  so solo una cosa, che se la mia parte cosciente non vede più davanti a se nessuna via praticabile e resta bloccata, la mia anima inconscia reagirà a questa confusione (...). Come? Portando un nuovo dato, proponendo al conscio una nuova via, producendo un simbolo vivente che trascende il problema e permette di superarlo. Mettersi all'ascolto dei propri sogni è allora di importanza capitale, perché é attraverso loro che può manifestarsi la creatività"

 

Come spiega Robert A. Johnson in "Travail interieur, comment utiliser les rêves  pour son dévéloppement personnel", l’interpretazione dei sogni non può essere ridotta a schemi teorici validi comunque e per chiunque, nessun simbolo che appare nel sogno può essere considerato indipendente dallo spirito soggettivo della persona che produce il sogno, è dunque assurdo credere che possano esistere delle guide prefabbricate e sistematiche del simbolismo dei sogni. Il modo in cui l'inconscio completa o compensa la coscienza varia talmente da un individuo all'altro che é impossibile classificare i sogni e i loro simboli.

 

Il metodo di analisi dei sogni che utilizzo in parallelo alla psicogenealogia è quella che ho appreso durante l'analisi didattica centrata sui sogni che ho seguito in Francia con una psicoanalista junghiana e si articola in quattro fasi:

 

1- fare delle libere associazioni riguardanti le immagini del sogno;

2- stabilire il nesso tra le associazioni e le dinamiche interne;

3- interpretare i dati acquisiti per comprendere il messaggio che l'inconscio ha inviato;

4- fare delle pratiche per concretizzare l'indicazione che ci viene data dall'inconscio.

(SEGUE)

 

Maura Saita Ravizza

PSICOGENEALOGIA e INTERPRETAZIONE DEI SOGNI (1)

Bosco fatato

Psicogenealogia: LINK

Maura Saita Ravizza

Torino

3409345394

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6 febbraio 2016 6 06 /02 /febbraio /2016 16:14
 PSICOGENEALOGIA JUNGHIANA® E LE COSTELLAZIONI PSICOGENEALOGICHE®

L'albero della vita

- Klimt

Il fine del lavoro di psicogenealogia è di comprendere quali compiti non conclusi, traumi non risolti, lutti non elaborati che sono stati trasmessi dalla famiglia ai discendenti.

Buma Zeigarnik ha dimostrato che quando un compito non è concluso resta in memoria più a lungo. Questo fenomeno è stato chiamato effetto Zeigarnik e spiega come fatti non elaborati o non conclusi a livello transgenerazionale restino nella psiche collettiva e familiare per più generazioni fino a che qualcuno li vede, ne prende coscienza e fa degli atti simbolici per diminuirne l'impatto.

Questo è quello che viene fatto in psicogenealogia con l'albero psicogenealogico.

La psicogenealogia è un metodo di accompagnamento che è stato creato negli anni '80 da Anne Ancelin Shutzenberger. La parola psicogenealogia è stata usata per la prima volta contemporaneamente da lei e da Alejandro Jodorowsky, ma Anne Ancelin ha creato un metodo che si basa sull'uso del genosociogramma per prendere coscienza delle problematiche familiari che si sono trasmesse da più generazioni.

Le persone disegnano su grandi fogli bianchi la storia genealogica della loro famiglia nella quale si evidenziano le ripetizioni di date, di scenario, di lutti non elaborati di traumi che si reiterano nella vita dei discendenti.

Carl Gustav Jung, psichiatra e psicoanalista  svizzero ha ipotizzato che nella nostra psiche esista, oltre che un’inconscio personale, anche un inconscio  collettivo dove sono custoditi i ricordi dei nostri antenati:

“L'uomo è in possesso di molte cose che non ha mai acquisito, ma che ha ereditato dai suoi antenati. Il bambino alla nascita, non è una tabula rasa ma ha in sé tutto il patrimonio archetipico che verrà costellato in rapporto alle figure incontrate nella realtà concreta.” C. G. Jung

 PSICOGENEALOGIA JUNGHIANA® E LE COSTELLAZIONI PSICOGENEALOGICHE®

Inoltre il pensiero Junghiano, dando importanza ai simboli e alle sincronicità, eventi in relazione allo stato psichico della persona, ci permette di allargare maggiormente il campo di lavoro in psicogenealogia.

I simboli sono molto importanti nella stesura dell’albero psicogenealogico o genosociogramma: come le persone rappresentano se stesse, (tondo se donne e quadrato se uomini) quanto lontano o vicino dai genitori, se il simbolo è chiuso o aperto, così come chi è più grande o più piccolo sono messaggi dell’inconscio che il facilitatore cerca di decifrare con il cliente.

 

La psicogenealogia junghiana®  dunque tiene conto di diversi fattori che nella psicogenealogia di Anne Ancelin non sono ritenuti importanti. Per esempio le sincronicità che vanno lette come una comunicazione precisa dell’inconscio e vanno analizzate come il simbolismo nei sogni.

 

Ma prendere coscienza delle dinamiche familiari non basta (psicogenealogia), bisogna poi comunicare con l’inconscio attraverso degli atti simbolici, che aiutino a concludere quello che gli antenati non hanno potuto risolvere.

Per questo sono importanti le Costellazioni familiari dove le persone mettono in scena, anche in sessione individuale, la famiglia, per ridare a ciascuno il suo ruolo, rendere i fardelli, riinserire gli esclusi, ecc.

 

Le costellazioni psicogenealogiche®, dopo aver fatto un lavoro di psicogenealogia su almeno tre generazioni, mettono in scena la famiglia dalla generazione in cui il problema che ossessiona i discendenti si è mostrato per la prima volta.

 

 PSICOGENEALOGIA JUNGHIANA® E LE COSTELLAZIONI PSICOGENEALOGICHE®

Maura Saita Ravizza è psychotérapéute e psico-analista clinica formatasi all’Institut Européen

de Psychologie Appliquée di Saint Laurent du Var (Francia). Ha seguito una formazione in

psicogenealogia presso Cathy Damiano, allieva di Anne Ancelin Schutzenberger. È inoltre

facilitatore in Psicogenealogia e Costellazioni famigliari, trainer SIAF, docente e responsabile

didattico della scuola per operatore olistico in Psicogenealogia junghiana® e Costellazioni

psicogenealogiche® presso Durga, Torino. È autrice del libro Jung, Psicogenealogia e

Costellazioni familiari e del libro, di recente uscita, Psicogenealogia e Segreti di famiglia, Mursia

editore.

 PSICOGENEALOGIA JUNGHIANA® E LE COSTELLAZIONI PSICOGENEALOGICHE®

Per informazioni riguardanti sedute individuali, seminari e formazioni:

maura.saita@libero.it

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21 gennaio 2016 4 21 /01 /gennaio /2016 10:44

 

Maura Saita Ravizza

 

FORMAZIONE

 

Facilitatore in

Psicogenealogia Junghiana® e Costellazioni Psicogenealogiche® 

 

 

STRUTTURA DEL CORSO

 

Scuola Annuale: 
80 ore totali
 1 giornata al mese
10 giornate totali
+ Pratica in supervisione e Tesi

 

TESINA finale con supervisione di un accompagnamento con il genosociogramma: 6 ore di supervisione + discussione della Tesina

 

ATTESTATO

 

Rilascia Attestato di Facilitatore in Psicogenealogia Junghiana e Costellazioni Psicogenealogiche di Maura Saita Ravizza, riconosciuto dall’IEPA – Institut Européen de Psychologie Appliquée di Saint-Laurent-du-Var, Francia, a cui assegna 80 ore di formazione (1° Livello).

Crediti formazione: 50 ECP/ECM 

   

PROGRAMMA

 

  • Psicogenealogia
  • Inconscio individuale e collettivo
  • Campi morfici
  • Psicogenealogia pratica: il genosociogramma.
  • Mito familiare
  • Lealtà invisibili Boszormenyi-Nagy
  • Esclusione dal sistema familiare (capro espiatorio)
  • Anne Ancelin Schützenberger- Sindrome di anniversario.
  • Segreti di famiglia
  • Elaborazione del lutto
  • Bambino di sostituzione
  • Cripta e fantasmi psichici (N. Abrahams, M.Törok)
  • Resistenze al cambiamento
  • Costellazione gemello morto in utero
  • Sindrome di Gisant
  • Il progetto senso (teoria)
  • Nevrosi di classe
  • Analisi dei genosociogrammi portati dai partecipanti
  • Blasone familiare - seminario esperienziale
  • Progetto senso - seminario esperienziale
  • Costellazioni Psicogenealogiche in seduta individuale
 

 

   

LA FORMAZIONE

 

La Psicogenealogia è un metodo di indagine che riguarda i nessi e le ripetizioni tra le storie degli antenati e quelle dei discendenti

Già Freud ipotizzò l'esistenza di un anima collettiva ma è Jung che ha approfondito la nozione di inconscio collettivo nel quale sono custoditi anche i ricordi degli antenati.

Lo strumento che viene usato per mettere alla luce questi legami è il genosociogramma, sorta di albero genealogico commentato.

Lealtà invisibili, sindromi di anniversario, bambini di sostituzione, gemello morto in utero, nevrosi di classe, cripte e fantasmi psichici (metafore di segreti portatori di sofferenze nei discendenti), sono eventi che sono stati analizzati approfonditamente da studiosi e sperimentatori.

 

La formazione di facilitatore in psicogenealogia junghiana e costellazioni psicogenealogiche, affronta le teorie che sono state elaborate per spiegare il ripetersi di fatti ed eventi traumatici accaduti molto tempo prima nella vita degli antenati, nel presente delle persone, e che non hanno potuto essere elaborati.

Insegna l'utilizzo del genosociogramma come strumento di analisi e accompagnamento valido per qualsiasi relazione di aiuto e proporre degli atti simbolici riparatori che possano aiutare tutto il sistema familiare.

Secondo la teoria dei campi morfici di Rupert Scheldrake siamo tutti collegati attraverso dei campi che vanno al di là del tempo e dello spazio e questo spiegherebbe come un atto simbolico che viene fatto da un individuo possa portare sollievo anche ad altri membri della famiglia.

 

Couselors, coaches, costellatori familiari, psicologi, psicoterapeuti, astrologhi, massaggiatori ed operatori olistici, terapeuti, ecc. possono integrare le loro pratiche con questo strumento che, dando una visione transgenerazionale del problema del singolo, apre nuove possibilità per il suo superamento.

Chiunque abbia a che fare con le difficoltà e le sofferenze delle persone può trovare in questa tecnica un utile mezzo per affrontare i problemi presenti tramite la mediazione di quelli passati.

 

 

PER CHI?

 

Il Corso di Formazione in PSICOGENEALOGIA e di Costellazioni Psicogenealogiche® è rivolto a tutti e non sono richiesti prerequisiti.

È aperta sia a chi desidera utilizzare questo metodo per il proprio sviluppo personale sia a chi, essendo già un professionista nella relazione di aiuto, vuole conoscere l'uso del genosociogramma e delle costellazioni familiari come strumento di lavoro.

 

 

CONTENUTI

 

Il corso è costituito da una parte teorica e da una parte pratica e di lavoro attivo con la sperimentazione del lavoro con il genosociogramma.

In aggiunta a ciò, viene inoltre insegnato il metodo delle Costellazioni psicogenealogiche in seduta individuale allo scopo di attuare specifici atti simbolici di risoluzione dei problemi incontrati nella stesura del genosociogramma.

Un lavoro sul proprio albero psicogenealogico ifa parte della formazione.

 

 

PER INFORMAZIONI:

 

Maura Saita, 3409345394

maura.saita@libero.it

 

FORMAZIONE  Facilitatore in  Psicogenealogia Junghiana® e Costellazioni Psicogenealogiche®

Maura Saita Ravizza

 

Maura Saita Ravizza psicoanalista clinica e psychothérapeute certificata dall’Institut Européen de Psychologie Appliquée di Saint Laurent du Var, autrice dei libri "Jung, Psicogenealogia e Costellazioni Familiari", 2011 seconda edizione 2013 e “Psicogenealogia e segreti di famiglia” (2015) Mursia editore, vive e lavora a Torino.

 

  In Francia oltre aver studiato quattro anni per ottenere la certificazione di psicoterapista ha seguito una formazione in psicogenealogia con un'allieva di Anne Ancelin Schützenberger.

Ha inotre il titolo di Facilitatore in Costellazioni Familiari, attestato riconosciuto da Aiscom, associazione italo-svizzera di counselling e ha seguito delle formazioni anche presso l'Istituto per lo sviluppo e la sperimentazione delle Costellazioni Familiari: Das Tao der Systemischen Familienaufstellung, istituto nato con il patrocinio di Bert Hellinger.

  

   Formata alla Psicogenealogia secondo il metodo di Anne Ancelin Schützenberger e alle Costellazioni Familiari di Hellinger ha fatto una sintesi di questi due metodi, le Costellazioni Psicogenealogiche®, che, utilizzando l'analisi transgenerazionale come strumento di comprensione e la messa in scena (costellazione in seduta individuale) della famiglia a partire dalla generazione in cui si è creato il problema, permettono di realizzare degli atti simbolici utili al superamento delle disfunzioni familiari, potenziando le caratteristiche di questi due efficaci metodi.

 

  La sua personale ricerca a cavallo tra Francia, paese materno e Italia, paese paterno, l'ha portata ad approfondire le tematiche transgenerazionali, le lealtà invisibili che ci governano, i segreti familiari e i legami disfunzionali tra le generazioni, per cercare un approccio che permettesse di comprenderli e superarli.

FORMAZIONE  Facilitatore in  Psicogenealogia Junghiana® e Costellazioni Psicogenealogiche®
FORMAZIONE  Facilitatore in  Psicogenealogia Junghiana® e Costellazioni Psicogenealogiche®
Maura Saita Ravizza maura saita
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Presentazione

  • : Psicogenealogia e Costellazioni psicogenealogiche®
  • Psicogenealogia  e Costellazioni psicogenealogiche®
  • : Psicogenealogia (Anne Ancelin ) e Costellazioni familiari (Bert Hellinger), lavoro con il genosociogramma o albero psicogenealogico commentato, formazioni e sedute individuali a Torino. Maura Saita Ravizza autrice dei libri Jung, Psicogenealogia e Costellazioni familiari, 2a edizione 2013 e di Psicogenealogia e Segreti di famiglia, Mursia, 2015. Formazioni di psicogenealogia junghiana® e costellazioni psicogenealogiche®.
  • Contatti

Profilo

  • Maura Saita Ravizza
  • Ho vissuto per dieci anni in Francia dove ho acquisito la certificazione di psychothérapeute presso l' Institut Européen de Psychologie Appliqée di Saint Laurent du Var, specializzandomi in psicogenealogia e Costellazioni familiari in seduta indiv
  • Ho vissuto per dieci anni in Francia dove ho acquisito la certificazione di psychothérapeute presso l' Institut Européen de Psychologie Appliqée di Saint Laurent du Var, specializzandomi in psicogenealogia e Costellazioni familiari in seduta indiv

Psicogenealogia e segreti di famiglia.

Ci sono segreti in tutte le famiglie ma alcuni condizionano la vita degli individui e dei loro discendenti come dimostrano le numerose ricerche che sono citate in questo libro.

La gravità della loro influenza dipende da molti fattori: importanza del fatto celato, sofferenza di chi lo nasconde, perturbazione più o meno vasta che si genera nella comunicazione tra i membri del nucleo familiare.

Booktrailer su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=0j_auD8bfPg

con sottotitoli: https://www.youtube.com/watch?v=x5TpBDn2ePk